lun 18 settembre 2017 - ore 14:34

Teatro dei luoghi/Fineterra - DIARIO 4



Jawla Fi Salento diario mediterraneo 6-13 settembre Forse in questa galassia / molte terre vivono la loro esistenza / ma tra tutte queste esistenze / c un solo Salento. Un asfalto d'arancio suggerisce la direzione del tramonto. Un alito di vento si alza verso Sud. Dalla propaggine estrema del Capo di Leuca, verso il ventre del Mediterraneo. Colare a picco, a quest'ora in questa parte di terra, non un abbaglio smosso dalla calura che ancora a settembre tortura il giorno, ma un'illuminazione. In questa galassia molte terre vivono la loro esistenza. Eppure, da questo affaccio a Sud sembrano liquefarsi le soglie, le miglia ritrarsi, e i mondi disseminati intorno al Mediterraneo cortocircuitare in un unico territorio del possibile. Jawla Fi Salento. Un tour, un percorso di conoscenza, una deriva inquieta ma feconda. Se il Teatro dei luoghi libera il discorso dell'arte nella dimensione della strada, c'era bisogno di indagare l'anima profonda dei luoghi che incrociano il nostro esperimento. Per noi, hanno condotto questa ricerca tre influenti scrittori del mondo arabo, in un progetto curato da Monica Ruocco, docente di lingua e letteratura araba all'Universit Orientale di Napoli: la palestinese Adania Shibli, l'iracheno Ali Bader e il marocchino Mohamed Moksidi. Abbiamo consegnato a loro la nostra domanda, con l'intento di trovare nei loro occhi ci che non vediamo. Specchiare questo angolo di Mediterraneo negli altri che lo circondano, incrociarne la storia come un reagente in grado di rischiarare la percezione. Cos, abbiamo affidato la guida di questo viaggio ad Angela Elia, Adrea Listorti, Maria Chiara Provenzano, salentini di nascita o d'adozione che hanno messo a disposizione di questo esperimento di sguardo una personale mappa emotiva attraverso cui addentrarsi nell'anima del Salento. Nei giorni della manifestazione gli scrittori aggiornano il proprio diario in incontri pubblici al Caff letterario di Lecce. Mercoled 13 settembre, l'ultima scena del Teatro dei luoghi si chiude con la suggestione di questi giorni trasformata in parola. Gayan. Quando chiude i suoi occhi, sente l'acqua gorgogliare sotto di s, poi il rumore forte delle onde gli ricorda la paura. Non la sua paura, come se un legno secco non riverbera, ma quella degli uomini che il mare lo attraversano per disperazione. Come fanno a non impazzire davanti alla furia del mare, che solo un eco degli inferi profondi che si stendono sotto di essi? L'acqua che ha portato con s finita da tempo. Sotto i colpi del sole si fatta nuvola, prima di riapparire lontano come veleno. Come la ruggine che si rannicchia sotto il radiatore del bagno dell'hotel, dove lui ne combatte l'espansione da piccoli puntini in ampie macchie. La bussola di Adania Shibli sono state le persone e le loro storie. In barca a vela lungo la costa jonica, al cospetto del barocco neretino, persino tra le pareti dell'albergo in cui ha alloggiato non era lo spazio ma il volto la dimensione da esplorare, incrociando la sua penna con quella di Andrea. Turisti, pescatori, suonatori di tamburello e bottegai, vecchi che parlano solo dialetto e nuovi salentini dai natali lontani. Espressioni pi eloquenti di insegne e cartelli stradali, per addentrarsi nella ragnatela dei paesi e ripercorrerne la storia. Avevo sentito parlare di Lecce la prima volta per la mia visita del 2009. Dove, esattamente, e quando non lo so, la conoscevo come se fosse una cosa naturale che la conoscessi, eppure non era una cosa plausibile per una piccola citt del sud Italia. Per cui avevo stabilito che ne avevo sentito parlare durante i miei studi universitari, quando avevo seguito un corso sullo scultore iracheno Ishaq Ya'qub, ucciso a Lecce nel 1978, durante quelli che Margarethe Von Trotta chiam gli anni di piombo. Ali si addentra nei vicoli di Lecce e nel proprio serbatoio di fantasia senza soluzione di continuit. Via Dalmazio Birago, via Leonardo Prato e un bar che si chiama Fai quello che vuoi: che cosa vero, che cosa soltanto verosimile? In questi giorni, con la penna lanciata di getto sulla pagina come i dadi alla Roulette, personaggi e fantasmi sono emersi insieme dalle vie di una Lecce densa d'ispirazione. Una citt space, non place, come spiegher pi tardi: non un posto percepibile nella sua nuda presenza materica ma uno spazio pieno di altre cose, storie e suggestioni da mescolare insieme in una personale pratica di immaginario. Cos Mohamed, penna da poeta e occhi in grado di scorgere il cuore del passato sulla superficie delle cose, lungo l'itinerario che costeggia l'Adriatico. Mentre le donne rientravano dal loro canto del tabacco / Sul limitare della strada ho incontrato Edoardo De Candia / che portava il suo corpo sulle sue spalle. / Ha detto: Non importante essere di destra o di sinistra / Non importante essere credente o intriso di miscredenza / Non importante mostrare i segni della gloria / o essere coronato dalla sconfitta / Ci che davvero importante essere nudi / Completamente nudi / Indossando solo gocce di luce. / Cos le mie ossa darancio / le ho deposte nella cattedrale di Otranto accanto alle ossa di ottocento esseri umani / Ottocento, quante sono le lacrime che ogni giorno versano gli angeli / quanti sono i grani di polvere in cui il mio corpo si disperso. Al termine di questa settimana di peregrinazioni e derive per il Salento, i tre scrittori riapriranno per l'ultima volta il proprio taccuino. Davanti al pubblico del Convitto Palmieri lasceranno andare le parole nuove che noi potremo rubare per parlare di noi. Parole da portare con s per ricordare il Salento e raccontarlo nei loro viaggi per il mondo, una terra lontana, ma da cui a tratti affiorano incredibili legami di parentela con le nostre. Parole in grado solcare la vastit del mare, un pomeriggio di sole, all'ora del tramonto, in un lungo Jawla oltre il Mediterraneo: Normalmente il tempo ha le sue ali / ma qui in Salento / per la sua natura fluida / tutte le et della terra sono racchiuse in un battito di ciglia / Qui dove il seno tagliato a SantAgata galleggia sulle onde del mare di Gallipoli/ ho trovato unaltra terra alla quale appartenere.
di Giorgia Salicandro


postato da Koreja il mer 16 gennaio 2019 alle 01:52 - Commenti(0)


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