mar 10 aprile 2018 - ore 13:15

Non si pu morire per qualche chilo di troppo



Beatrice era una studentessa liceale di 15 anni. Studiava musica e aveva una bella voce, per questo voleva diventare una cantante lirica. Aveva entusiasmo per larte musicale e credeva al teatro, ma i suoi compagni la prendevano in giro; era introversa e non chiedeva aiuto. Aveva dei chili di troppo e sentiva in pericolo la bellezza del suo corpo perci ha deciso di togliersi la vita, gettandosi sotto un treno nella stazione di Porta Susa a Torino. Siamo nel pieno di una grande trasformazione sociale, senza precedenti una vera rivoluzione. Le nuove generazioni scambiano pi parole e pensieri con il cellulare o attraverso internet superando la discussione personale, preferendo quella digitale. Lapprendere ad essere adulti per loro si realizza sempre pi in questa comunicazione tecnologica con coetanei ben disposti ad imparare. Lapprendimento formativo del preadolescente digitale non pi quello verticale, ma orizzontale con la scomparsa della figura patriarcale e lindebolimento del modello familiare mediterraneo. Gli adolescenti non hanno semplicemente comprato gli smartphone, ma sono stati educati alla vita legata alle tecnologie digitali. Genitori e figli sono cresciuti insieme nella comunicazione elettronica. I ragazzi sono sempre pi soli, pi deboli, pi esposti alle leggi del mercato della creativit delle arti figurative in particolare le adolescenti. Per i ragazzi la creativit non pi una misura, una felice scoperta della propria crescita culturale ma un forte bisogno di diventare quel modello perfetto che si impone nello schermo del telefonino. unimmagine costruita, vuota del corpo senza pensiero, assente dal mondo delle emozioni. stata questa la stanza di Beatrice dove la giovane ragazza non ha saputo resistere a percepire il proprio corpo di avere qualche chilo di troppo sentendo in pericolo la propria bellezza.
Larte deve combattere le leggi del mercato e deve diventare sempre pi educazione alla scoperta della creativit come valore personale. Il teatro invece deve essere sempre pi scuola di vita, mai vetrina di bellezza. Koreja resiste e lotta contro questo modello per essere sempre pi scuola di crescita promozione di relazione sociale.

Gigi Mangia


postato da Koreja il ven 20 aprile 2018 alle 16:41 - Commenti(0)


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