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immagine di copertina Disobbedire alla guerra

Disobbedire alla guerra

Visioni
di Gigi Mangia

22 febbraio sono 4 anni di guerra della Russia contro l’Ucraina.
L’aggressione della Russia all’Ucraina si é dimostrata di essere una guerra straordinariamente violenta, incivile, inumana, fatta per distruggere l’uomo, i suoi diritti e scrivere la parola fine al diritto internazionale. É stata una guerra diversa per portare sofferenza, dolore e morte.
Ha usato il freddo, la fame, la paura per creare solo morte.
Ha distrutto infatti le case, le scuole, gli ospedali, i giardini, costringendo la popolazione a lottare contro gli invincibili disagi che l’uomo non puó sopportare. Ha combattuto la guerra con i droni, colpendo le case, le città, i supermercati, le strade.
I bambini li confondono per il loro rumore con lo sciame delle api che sono invece le api di morte e quando avvertono il rumore corrono nel buio, nei rifugi dove cercano riparo.
É una guerra diversa, affidata all’intelligenza artificiale, la quale é una macchina senza essere intelligente.
É uno strumento nuovo di guerra, straordinariamente efficace nel colpire, per distruggere, per fare morte.
L’intelligenza artificiale é costruita per svolgere compiti comandati, manca della virtù di comprendere quello che gli é affidato di fare: non ha morale, non ha la capacità di sentire il dolore, non é nelle condizioni di capire la morte, obbedisce solo al disegno criminale della guerra che ha perso in senso e la capacità della differenza, del bene contro il male.
Serve un grande progetto pedagogico, culturale e sociale fra tutte le istituzioni per obbligare l’uso dell’intelligenza artificiale allo statuto morale, con la finalità di rispettare il diritto della persona in quanto essere umano.
Ritengo quantomai importante per tutti, in particolare per la cultura, sostenere l’invito del progetto di Michelangelo Pistoletto, di disobbedire alla guerra.
“Un mondo di carta.
Un mondo di notizie, di pagine piegate, sovrapposte, consumate dal tempo, pagine che ogni giorno si rinnovano costruendo una geografia tanto affascinante, quanto instabile. Un mondo di fatti, oceani editoriali, universi di parole per conoscere e capire la realtà. É il mondo dell’informazione come lo vede Michelangelo Pistoletto.
… Non una speranza retorica: un atto critico e politico”.
Sarebbe bello rappresentare il messaggio di Michelangelo Pistoletto stendendo la bandiera della Pace sul tavolo del Mediterraneo dell’artista esposto al Museo Castromediano di Lecce.

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