Il Mediterraneo, il mare degli ulivi, il mare della Pace
Visioni
di Gigi Mangia
Il mare sacro degli dei, di Atene e di Gerusalemme, delle grandi città, di Ulisse e di Omero, del fondatore del Cristianesimo San Paolo: oggi è diventato un mare di guerra, di morti, di lenzuoli bianchi per coprire i corpi innocenti del mare. L’Ulivo è malato, la terra perde i patriarchi della storia, rimane orfana.
Il vento è cambiato, l’aria ha perso il profumo e il sapore dell’Ulivo verde. Di notte la luna attraversa la nostra terra nelle ombre dei tronchi che spaventano e fanno tristezza ai nostri occhi. Il cielo e il mare sono ancora la nostra casa. Siamo fatti di acqua e respiriamo aria del mare, conosciamo il rumore delle onde, sentiamo il sale dell’acqua. Il nostro pensiero va lontano, cerca la pace, il nostro cuore la vuole fortemente!
“ I ricordi cominciano nella sera
Sotto il fiato del vento a levare il volto
E ascoltare la voce del fiume. L’acqua
È la stessa, nel buio, degli anni morti.
Nel silenzio del buio sale uno sciacquo
Dove passano voci e risa remote;
S’accompagna al rusio un colore vano
Che è di sole, di rive e di sguardi chiari.
Un’estate di voci. Ogni viso contiene
Come un frutto maturo un sapore andato.
Ogni occhiata che torna, conserva un gusto
Di erba e cose impregnate di sole a sera
Sulla spiaggia. Conserva un fiato di mare.
Come un mare notturno é quest’ombra vaga
Di ansie e brividi antichi, che il cielo sfiora
E ogni sera ritorna. Le voci morte
Assomigliano al frangersi di quel mare.”
Paesaggio VIII
Poesia di Cesare Pavese
Questi versi per ricordare la giornata mondiale della poesia del 21 marzo 2026 ed, in particolare, la mostra dell’olio nel Museo Castromediano di Lecce
