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Aprile 2026


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Produzioni

Per fare un teatro di mani, pensieri, piedi e parole, di cuori, di occhi e di sogni

Nuova produzione

uno spettacolo di Koreja in collaborazione con Babilonia Teatri

CIELO

Il disegno è uno dei primi strumenti attraverso cui l’essere umano impara a dare forma ai propri pensieri. Prima delle parole e della scrittura, il segno permette di esprimere emozioni, domande, intuizioni e immaginazione. Disegnare significa osservare, scegliere, ricordare, trasformare: è un atto che unisce corpo e mente, gesto e visione, e accompagna la crescita come spazio libero di esplorazione e conoscenza.

Nel disegno il pensiero diventa visibile, prende tempo e spazio, si lascia guardare e condividere. È un linguaggio universale, accessibile a tutti, che non chiede risposte giuste ma invita alla ricerca e all’ascolto di sé e del mondo. Per questo, nel teatro ragazzi, il disegno dal vivo è da sempre un potente strumento educativo e poetico: rende visibile il processo creativo, valorizza l’errore, accoglie il cambiamento e stimola lo stupore. Rendere visibile il nascere di un’immagine significa offrire ai bambini un tempo lento di osservazione, in cui il pensiero può prendere forma senza fretta.

Cielo nasce all’interno di questa lunga e preziosa tradizione del teatro ragazzi che ha fatto del disegno in scena un vero e proprio linguaggio teatrale. Da Gianni Franceschini a Michele Sambin, da Dario Moretti a Gek Tessaro, molti artisti hanno dato vita a spettacoli memorabili in cui gesto, segno e narrazione si intrecciano attraverso lavagne luminose, grandi fogli e superfici dipinte in tempo reale. In questi percorsi, il disegno non è illustrazione, ma azione viva, parte integrante del racconto.

Lo spettacolo raccoglie questa eredità e la rinnova con uno strumento contemporaneo: il tablet, scelto come luogo del segno, dove il disegno nasce dal gesto della mano e si mostra nel suo farsi, mantenendo intatta la lentezza e l’imperfezione poetica del tratto umano. Il segno che prende forma resta essenziale, umano, riconoscibile; le immagini proiettate appaiono come grandi fogli bianchi che, poco alla volta, si lasciano attraversare dal colore.

Sulla scena, un’attrice e un attore-disegnatore danno vita a un dialogo poetico e vibrante tra parola, corpo e immagine. I loro corpi e le loro voci si intrecciano ai disegni realizzati in tempo reale, in un continuo gioco di rimandi, emozioni e scoperte. Lui è un alunno curioso e sognatore; lei è una maestra, guida e custode del sapere. Il sapere non viene trasmesso come risposta, ma condiviso come ricerca, nel dialogo continuo tra chi accompagna e chi scopre.

Insieme attraversano il cielo non solo come spazio fisico, ma come simbolo universale: un tetto che protegge e minaccia, che accoglie sogni e tempeste, desideri e speranze. Sotto gli occhi del pubblico prendono formacieli azzurri, abitati da nuvole da osservare, riconoscere e reinventare;cieli carichi di pioggia; arcobaleni che nascono colore dopo colore, invitando a scoprire ogni sfumatura; cieli che si aprono allo spazio interstellare; cieli primaverili, attraversati dal volo leggero delle rondini.

Cielo è così una riflessione sulla meraviglia del nostro rapporto con l’infinito e, al tempo stesso, un omaggio alla figura del Maestro: a quei maestri di vita che, con pazienza e luce, insegnano ad alzare lo sguardo, a guardare oltre l’orizzonte, a scoprire il mondo e noi stessi con stupore e consapevolezza.

Un invito a lasciarsi attraversare dalla meraviglia, a disegnare nuove prospettive e ad abitare, con occhi aperti e curiosi, l’infinito che ci sta sopra e dentro.


DI VALERIA RAIMONDI, ENRICO CASTELLANI CURA VALERIA RAIMONDI PAROLE ENRICO CASTELLANI CON CARLO DURANTE, SILVIA RICCIARDELLI TECNICA MARIO DANIELE CORDINAMENTO ARTISTICO SALVATORE TRAMACERE ORGANIZZAZIONE E TOURNEE SILVANA POLLICE