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Pedagogie teatrali e generazioni irregolari
Può il teatro farsi spazio di una pedagogia vivente, nella quale la trasmissione dei saperi non si riduca al passaggio di nozioni e tecniche, ma prenda corpo come memoria, relazione e pratica condivisa? A partire da questa sollecitazione, Rasmussen e Monsalve ripercorreranno le esperienze della tradizione irregolare che incarnano. Le loro traiettorie consentono di interrogare forme di apprendistato e genealogie non lineari, nelle quali la relazione tra maestre e allieve non coincide con la riproduzione di un modello, ma apre uno spazio di ricerca, trasformazione e trasmissione del sapere che diventa un atto di resistenza e cura. Non si trasmette un dogma ma si offre uno spazio di autogoverno espressivo in cui il corpo dell’attrice è il luogo di una soggettività politica, custode di una memoria tecnica che si tramanda da donna a donna, da corpo a corpo, attraverso una pedagogia circolare, che ridefinisce le relazioni di potere nella sala prove, trasformando l’apprendimento in una pratica collettiva.
Iben Nagel Rasmussen e Sofia Monsalve
in dialogo con Silvia Mei (Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”) e Maria Chiara Provenzano (Università Pegaso)
