Calendario

Aprile 2020


21 lug

Francesca Grilli

SPARKS (scintille)

Francesca Grilli

SPARKS (scintille)

Studio Doïz/Accademia Perduta Romagna Teatri

GRAMSCI GAY

BumBumFriz

DAD OR ALIVE


22 lug

Antonio Tagliarini

PARAIDAËZA

Menoventi

VEGLIA

Andrea Cosentino/Teatro Metastasio di Prato

TRASH TEST


23 lug

Antonio Tagliarini

PARAIDAËZA

Cristiano Godano

MUSICA E PAROLE

Carrozzeria Orfeo

CUORE DI PORCO


24 lug

Ermanna Montanari / Albe-Ravenna Teatro / Ravenna Festival

LUṢ


25 lug

Pegah Moshir Pour

LA CASA DIMENTICATA

Les Établissements Lafaille (FR)

VERY LOST

Les Établissements Lafaille (FR)

VERY LOST

Lino Musella

STATO D’ASSEDIO


26 lug

Les Établissements Lafaille (FR)

VERY LOST

Les Établissements Lafaille (FR)

VERY LOST

Teatro Koreja

PALADINI DI FRANCIA

Daniele Roccato

ULTIMO PARADISO

MISSPIA > vintage dj

MISSPIA


31 lug

Tourneè

Produzioni

Per fare un teatro di mani, pensieri, piedi e parole, di cuori, di occhi e di sogni

di Stefano De Santis e Fabrizio Saccomanno

Via (2004)

Epopea di una migrazione

Prima tuttu è fermu.
Poi zzicca a caminare tuttu te paru.
Quannu viti u terremotu, quannu c’è tantu te fare ddha sutta,
tocca te stai attentissimu,
Sia ca stai in guerra ete,
Percé è cusì alla miniera, nunn’è na cosa facile, è na cosa difficilissima
Tocca apri l’occhi, ci ho bei alla miniera,
Si no, nu ci veni.

Il lavoro parte dai nomi delle strade di un qualsiasi paese salentino e si perde nei tanti percorsi che il raccontare stesso crea, fino a divenire la narrazione di una migrazione esemplare: l’Italia del dopoguerra, gli accordi tra la nascente Repubblica Italiana e il Belgio, le miniere di carbone e soprattutto Marcinelle. In scena due sedie e due attori. Storia di un mondo semplice: in superficie le vie, che si perdono nei vicoli e nelle corti, sotto terra le gallerie, che si rimpiccioliscono in cunicoli
alti anche solo trenta centimetri. E poi i vagoni di un treno che portano uomini lontano dalla propria terra e, altrove, portano fuori dalla terra quel carbone che, nei racconti dei minatori un Dio furioso ha creato rivoltando il mondo sottosopra.
Il lavoro è stato scritto da persone accomunate da un passato di emigrazione familiare. Le storie raccontate dai nonni, dai genitori sono state ritrovate nelle parole delle vedove e dei minatori tornati in Italia, raccolte in un lavoro sul campo di interviste e ricostruzione di storie di vita. I racconti spesso sussurrati con parole di altri tempi, sono divenuti un sottile ponte con un passato vicino ma sconosciuto.


ideazione e progetto di Stefano De Santis e Fabrizio Saccomanno
drammaturgia e regia di Fabrizio Saccomanno con Fabrizio Saccomanno e Cristina Mileti consulenza artistica Salvatore Tramacere foto di Giuseppe Vicentelli