Calendario

Febbraio 2020


06 Ott

Tourneè


08 Ott

Iben Nagel Rasmussen

I CORALLI DELLA MEMORIA


09 Ott

Sofia Monsalve

LA DONNA CHE DORME


10 Ott

Sofia Monsalve

LA DONNA CHE DORME


11 Ott

Tourneè

Tourneè

Tourneè

Sofia Monsalve

LA DONNA CHE DORME


12 Ott

Tourneè

Tourneè

Tourneè


13 Ott

Tourneè

Tourneè

Tourneè


14 Ott

Tourneè

Tourneè

Tourneè


16 Ott

Tourneè

Tourneè

Tourneè

Compagnia Eleina D.

HUMANOS

Marco Gatto (Altreconomia)

Il meridionalismo di Alessandro Leogrande


17 Ott

Tourneè

Tourneè

Tourneè

Kinesis Contemporary Dance Company

LUNA PARK


18 Ott

Tourneè

Tourneè

Tourneè

Linda Sarki Johnson, Stéphanie Mwamba, Diana Odhiambo

BAMBU 2026


21 Ott

Tourneè

Tourneè

Tourneè


22 Ott

Tourneè

Tourneè

Tourneè


24 Ott

Tourneè

Tourneè

Tourneè

immagine di copertina Parlare di migrazione è pop

Parlare di migrazione è pop

Visioni
di Eleonora Tricarico

Con i soliti termini, con le consuete frasi fatte, con i ragionamenti (il)logici che filano a pennello.

Quanta complessità in questo argomento che abbraccia un mondo intero e che, la maggior parte delle volte, è proprio di più abbracci sinceri che ha bisogno. Il tema della migrazione divide: una sola parola interpretata diversamente fa smuovere gli animi assopiti nel proprio angolino, per il gusto di dire qualcosa, ecco tutto.

Su questo delicato tema, però, dovremmo essere tutti un po’ meno in: meno intolleranti e meno indignati, puntare di più sui propri forse. Forse dovremmo  evitare di cadere in sterili dialoghi, forse dovremmo porre a noi stessi delle domande diverse. Forse.

Un errore condiviso in un mare di disinformazioni ed ecco perché sul tema della migrazione necessitiamo tutti di meno punti di vista ma di più visioni di qualità.

Confondere i principi dell’accoglienza e i diritti umani con un’ideologia politica è il primo errore che si compie prima di cadere nell’insana retorica, seguito da quell’inconsistente consapevolezza che ci sia una scala di degni. Chi si merita una bella vita e chi no. Ed è proprio qui che dovremmo ricominciare a costruire un pensiero laterale, attraverso gli strumenti giusti, quelli che non limitano, ma spalancano.

Inquesto mare enorme di distorsioni che da tempo una certa narrazione del fenomeno sta inoculando nella nostra Penisola, ciò che dovrebbe veramente affondare è l’ignoranza di chi chiude. Braccia, porti e menti.

Ed è qui che
subentra il teatro, con la sua educazione e con la sua cultura: ci siamo
occupati spesso di migrazioni proponendo una concreta opportunità per misurarsi
con questa tematica, per smontare le proprie certezze e ricostruire alternative
convinzioni. E fra pochi giorni abbiamo in cartellone Mario e Saleh, lo
spettacolo scritto, diretto e interpretato da Saverio La Ruina con Chadli
Aloui. Il rapporto tra i due attori sul palco costruisce un ottimo trampolino
di lancio su cui riflettere. Scoprire un’umanità nell’altro, non è poi così
difficile ed impossibile farlo, e Saverio La Ruina ci aiuta proprio in questo. Una
nuova narrazione è possibile, quello di cui abbiamo più bisogno è solo più
delicatezza e attenzione.

prossimi Appuntamenti

8 Ott

Iben Nagel Rasmussen

I CORALLI DELLA MEMORIA

9, 10, 11 Ott

Sofia Monsalve

LA DONNA CHE DORME

Koreja in tournée

11 Ott

LàQua

11 Ott

LàQua

Vai alla barra degli strumenti