Calendario

Luglio 2020


02 lug

Tourneè


03 lug


04 lug

Terga Dance Company

NOSTALGIA DELL’ALTROVE


09 lug


10 lug

Ensemble Fondo Verri

FATE SOLO QUEL CHE V’INCANTA


11 lug


20 lug

Teatro Tascabile/Accademia delle forme sceniche

LA LUCE DEL NERO

Dimitri/Canessa - Sosta Palmizi

HALLO! I’M JACKET Il gioco del nulla

BumBumFritz

LIVE SET


21 lug

Francesca Grilli

SPARKS (scintille)

Francesca Grilli

SPARKS (scintille)

Studio Doïz/Accademia Perduta Romaa Teatri

GRAMSCI GAY

BumBumFriz

DAD OR ALIVE


22 lug

Antonio Tagliarini

PARAIDAËZA

Menoventi

VEGLIA

Andrea Cosentino/Teatro Metastasio di Prato

TRASH TEST


23 lug

Antonio Tagliarini

PARAIDAËZA

Cristiano Godano

MUSICA E PAROLE


31 lug

Tourneè

immagine di copertina Rosa, rose

Rosa, rose

Giungere al capolinea e da lì ripartire...

Critica
di Annarita Risola

Un viaggio lungo quanto basta per lasciare una traccia indelebile nella storia della canzone folk, fatta di racconti intrisi di sangue e di violenza, di sconfitte ed umiliazioni. Emozioni che hanno conquistato le persone comuni, che in quelle storie si sono rispecchiate e riconosciute e destato l’attenzione di artisti, come Dario Fo’, che in quelle parole hanno trovato un profondo significato politico. Ma quanto influisce il contesto socio-politico e familiare  sulla formazione di una persona? Rosa Balistreri, la vera protagonista dello spettacolo, nasce a Licata, la città che Giuseppe Peritore nel suo libro, sin dal titolo, definirà: “Licata, città rivoluzionaria”, evidenziando il carattere di una comunità considerata da un lato conservatrice e dall’ altra rivoluzionaria.

Rosa nasce in una famiglia povera e da subito desidera dare il suo contributo. Lo fa utilizzando quello che comprende, essere il suo talento:  cantare. Non ha una bella voce, ma una grande capacità interpretativa, lo fa col cuore. Canta ai matrimoni , alle feste e tutte le volte che ne ha la possibilità, con la complicità della madre e con la paura di essere scoperta dal padre, che da padre- padrone qual è, preferisce saperla sempre a casa. E mentre il 9 luglio del 1943, a Licata sbarcavano gli alleati americani per liberare il popolo italiano dalla oppressione nazi-fascista, lei,  che aveva solo sedici anni, era data in sposa ad un uomo più grande, che non amava affatto. La trama narrativa dello spettacolo è fitta e dettagliata, tutto raccontato nei minimi dettagli e con una tecnica che rievoca il teatro di Eugenio Barba, quello che non fa entrare in empatia con l’attore ma fa pensare e ragionare sui contenuti, più che sulla forma. Poi, l’intensità dello sguardo dell’attrice Angela De Gaetano, autrice anche del testo e la forza interpretativa della cantante Ninfa Giannuzzi, ne sottolineano  la drammaticità. Rosa, rose, una storia che attraversa il percorso privato e pubblico di una donna del Sud.  Una buona occasione  per riflettere e parlare di violenza, di degrado, di miseria, ma anche di forza, di tenacia e di libertà. Quella libertà, che in questo preciso momento storico, attraverso le parole, il teatro ci permette ancora di esprimere. Una libertà di spine e di petali…proprio come le rose.

prossimi Appuntamenti

4 lug

Terga Dance Company

NOSTALGIA DELL’ALTROVE

Koreja in tournée