Studio Doïz/Accademia Perduta Romaa Teatri
GRAMSCI GAY
Cosa direbbe oggi Gramsci a una generazione che non crede più nella politica? Sul palco si intrecciano due storie lontane cent’anni: il giovane rivoluzionario che infiamma gli operai torinesi e un ragazzo dei nostri giorni sorpreso a vandalizzare un murales con il suo volto. Da questo incontro impossibile nasce uno spettacolo intenso e sorprendente, che attraversa impegno, disillusione e indifferenza e pone una domanda urgente: siamo ancora capaci di cambiare il mondo?
