Nuova produzione
di Francesco Niccolini
Alice nel paese dei pazzi
uno spettacolo di Koreja
Sogni, incubi, giochi di parole, personaggi che non esistono, il tempo che scorre all’indietro, non compleanni, regine capricciose, te che si versa all’insù, muri che si possono attraversare, uova parlanti, conigli fifoni, gatti sornioni e cappellai inevitabilmente matti: questo e molto altro è la nostra Alice, uno dei personaggi più ricchi di fantasia e poesia della storia della letteratura mondiale.
Alice inquieta e diverte, commuove e fa battere i piedi di sana rabbia infantile. Quando Lewis Carroll pubblicò “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” fece molto scalpore: impossibile inserire questo capolavoro nelle categorie preesistenti. Impossibile tuttora. È un libro di travolgente anarchia, dove tutte le regole saltano e ci si diverte, si soffre e ci si innamora in un mondo alla rovescia: l’autorità è dispotica, capricciosa e intollerante, le istituzioni sono incomprensibili e ingiuste, gli insegnamenti tradizionali sono messi in ridicolo, dove le poesie edificanti, quelle che ti fanno imparare a memoria a scuola, sono ridotte a non senso. E come se tutto ciò non bastasse, il suo autore, Lewis Carroll, non esiste: è un nome di fantasia, perché “Alice” è il regno della fantasia.
Lewis Carroll è lo pseudonimo che copre l’identità del reverendo Charles Lutwidge Dodgson, matematico e balbuziente, nonché fotografo eccezionale, dalla vita complessa e dai molti rimpianti: ebbe moltissimi fratelli più piccoli che dovette imparare a far crescere, divenne prete, fotografo e matematico, visse amori irraggiungibili, e soffrì più di chiunque altro l’inarrestabilità dell’infanzia: nel senso che non puoi smettere di crescere e diventare grande. “Alice” è un magnifico romanzo che ci riconcilia con la disgrazia più irrimediabile della vita: non essere mai adulti e non poter restare per sempre bambini.
Come mettere in scena questo capolavoro? Come porgerlo, centosessanta anni dopo, a un nuovo pubblico? Quale mondo alla rovescia può contaminare i nostri bambini e i bambini che dormono in noi?
Questa è una traduzione tutt’altro che letterale del testo di Carroll: nuovi nonsense, nuove vene di follia e di divertimento, vecchi personaggi e nuove meraviglie riempiono questa Alice nel paese dei pazzi. Musica, colori, sorprese, magie e un piccolo esercito di folli squilibrati per affrontare il grande enigma: se diventare adulti è inevitabile, come salvare la poesia, la meraviglia e la felicità della fanciullezza?
testo di Francesco Niccolini
regia e allestimento Enzo Toma e Salvatore Tramacere
con Eleonora Lezzi, Luna Maggio, Enrico Stefanelli, Marcos Koslowski
cura dell’allestimento Carlo Durante
tecnico Alessandro Cardinale
organizzazione e tournée Silvana Pollice
