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LO SCIOPERO DELLE BAMBINE

immagine di copertina Alle porte d’Europa il suicidio dei bambini

Alle porte d’Europa il suicidio dei bambini

Visioni
di Gigi Mangia

Nei campi profughi sull’ isola Lesbo, d’avanti alla Grecia, alle porte dell’Europa i bambini si suicidano perché il campo profughi è un lager, un inferno contro il male, l’odio, più ancora il disprezzo della vita verso la persona. Il suicidio dei bambini, è la morte degli innocenti, morti non della guerra, ma dell’odio del disprezzo del diverso, dell’egoismo, della difesa, degli interessi del portafoglio contro la vita. Il loro è un sangue innocente che non trova neanche il conforto della narrazione nella storia. La loro vita scompare dalla memoria e non lascia traccia. È una vergogna della politica che ha scritto le convenzioni e non ha avuto la capacità di rispettarle per tutelare la vita dei deboli senza casa e senza terra. Il teatro lotta contro l’indifferenza, deve far sentire forte la sua voce per rifiutare il male e dare la parola alla giustizia. I bambini sono il futuro, il teatro è la palestra del pensiero che pensa il futuro. Non bisogna voltare le spalle al dolore e bisogna avere coraggio negli occhi per vedere la tragedia. Il teatro è una casa speciale perché ha l’onore di usare la parola dei poeti per raccontare la morte degli innocenti, dei morti senza nome che non hanno posto nelle pagine della storia.

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