I bambini nelle prime pagine dei giornali: il fallimento della civiltà
Visioni
di Gigi Mangia
Sono i bambini, quelli che pagano e subiscono la violenza cieca della guerra, esposti a vivere nella civiltà senza valori, senza diritti, usati come arma di guerra. La loro vita non è mai cominciata: i loro corpi vivono e conoscono solo il dolore, la fame e il tempo senza sogni, senza giochi, senza parole, senza sorrisi.
Vladimir Putin sequestra i bambini ucraini; Benjamin Netanyahu li uccide per colpire i palestinesi impedendo loro di avere un futuro. La morte dei bambini in guerra non si conosce, è senza i loro nomi; i loro corpi sono sepolti in fosse comuni. Di loro conosciamo solo il numero e restiamo indifferenti.
Il teatro propone una pedagogia sociale e una visione dei bambini da rispettare, potenziando la loro festa, favorendo la libera creatività a fondamento dell’infanzia contro l’inciviltà della violenza. Il teatro è una luce, dove vedere la crescita, dove favorire lo sviluppo sociale fondamentale per la loro crescita. “Pelle d’oca” e “Le rocambolesche avventure” della Compagnia Arione De Falco, sono state due proposte di approfondimento per vedere il bambino nel tempo dell’infanzia in cui la grammatica del fantastico diventa visione dell’abitare il tempo e lo spazio, come vita, come relazione, come scoperta.
Il teatro non chiude, vede l’inciviltà e la violenza della guerra e difende con tutte le sue forze il rispetto dei diritti di tutti i bambini.
