Calendario

Gennaio 2021


03 lug


04 lug

Tourneè

Terga Dance Company

NOSTALGIA DELL’ALTROVE


09 lug


10 lug

Sfera Editore /Teatro koreja

Forty.40 il libro dei mutamenti

Ensemble Fondo Verri

FATE SOLO QUEL CHE V’INCANTA


11 lug


16 lug

Sfera Editore /Teatro koreja

Forty.40 il libro dei mutamenti


20 lug

Teatro Tascabile/Accademia delle forme sceniche

LA LUCE DEL NERO

Dimitri/Canessa - Sosta Palmizi

HALLO! I’M JACKET Il gioco del nulla

BumBumFritz

LIVE SET


21 lug

BumBumFriz

DAD OR ALIVE

Studio Doïz/Accademia Perduta Romagna Teatri

GRAMSCI GAY

Francesca Grilli

SPARKS (scintille)

Francesca Grilli

SPARKS (scintille)


22 lug

Antonio Tagliarini

PARAIDAËZA

Menoventi

VEGLIA

Andrea Cosentino/Teatro Metastasio di Prato

TRASH TEST


23 lug

Antonio Tagliarini

PARAIDAËZA

Cristiano Godano

MUSICA E PAROLE

Carrozzeria Orfeo

CUORE DI PORCO


24 lug

Ermanna Montanari / Albe-Ravenna Teatro / Ravenna Festival

LUṢ


25 lug

Pegah Moshir Pour

LA CASA DIMENTICATA

Les Établissements Lafaille (FR)

VERY LOST

Les Établissements Lafaille (FR)

VERY LOST

Lino Musella

STATO D’ASSEDIO


26 lug

Les Établissements Lafaille (FR)

VERY LOST

Les Établissements Lafaille (FR)

VERY LOST

Teatro Koreja

PALADINI DI FRANCIA

Daniele Roccato

ULTIMO PARADISO


31 lug

Tourneè

immagine di copertina Il bello della diretta

Il bello della diretta

Visioni
di Guido de Liguoro*

Il bello della diretta

Sono
abbastanza grande per aver avuto la fortuna di vedere in televisione (canale
unico in bianco e nero) tanto teatro. I miei genitori non ne perdevano, e non
ce ne facevano perdere, uno. Ho conosciuto De Filippo, Govi, Baseggio e tutti i
grandi; i primi li ricordo meglio perché, bambino, mi facevano ridere. Gli
sceneggiati, mio padre non voleva vederli, i film, poco. Non ho mai capito
perché.

A teatro
i miei non andavano, tantomeno portavano noi piccoli; costava troppo, era un
divertimento da borghesi benestanti. Poi è arrivato il ’68, il teatro si è
fatto popolare e mi ha aperto le sue porte; in televisione non mi piaceva più.
Anche questo non capivo perché. Mi ci è voluto mezzo secolo per trovare una
ipotesi di risposta, effetto COVID.

Chiuse
le sale, il teatro è tornato a riproporsi sul video; ne ho visto una certa
quantità, non sempre ne ho goduto. E non parlo della qualità del testo o
dell’interpretazione, naturalmente. Parlo di tecnica.

Il primo
teatro in televisione era rigorosamente in diretta, camera fissa sul centro del
palcoscenico, poi, con le traduzioni televisione, le camere hanno cominciato a
moltiplicarsi, muoversi, “scegliere”. Tra un primo piano e uno zoom, il regista
televisivo ha cominciato a proporre una visione “indirizzata”, lo spettatore
era guidato, non più libero. Era lo stesso spettacolo? Per gli attori forse sì,
per lo spettatore sicuramente no! Migliore o peggiore? O solo un’altra forma di
spettacolo? Possiamo aprire un dibattito.

Dalla
fine degli anni 60, inoltre, alcuni programmi televisivi, quasi tutti i
teatrali, hanno cominciato a essere registrati e trasmessi in differita. O
trasmessi in diretta e ritrasmessi, magari anni dopo, in differita. Era lo
stesso spettacolo? Credevo di sì. Fino ad oggi.

Adesso
so che la differenza è nello spettatore che lo sa.

Sa che
se lo spettacolo è in diretta, l’attore che agisce non sa, come lui, che cosa
succederà un attimo dopo. Certo conosce la battuta, l’ha ripetuta mille volte
nelle prove e nelle repliche precedenti, ma questa sera è lì davanti a
spettatori che, magari a migliaia di chilometri di distanza, sono testimoni di
questo unicum, un momento diverso da ogni altro e irripetibile.

In
differita lo spettatore sa che tutto è già avvenuto e nulla lo potrà cambiare.
E’ lo stesso spettacolo? I pixel che si eccitano sul mio schermo sono gli
stessi, nella stessa medesima sequenza. I neuroni che si eccitano nel mio
cervello, no.

Ma anche
su questo possiamo aprire un dibattito.

*Meridionale per nascita, lombardo per formazione, cittadino d’Europa per scelta. Dopo una lunga vita di lavoro, viaggi e divertimenti vari, incontra l’ispirazione a Lecce. Curioso di tutto, appassionato di teatro e molto altro ancora, vive seguendo un motto: “c’è un solo modo per essere felici, fare solo cose appassionanti. E c’è un solo modo per fare solo cose appassionanti: appassionarsi di tutto quello che si deve fare!” Quasi attore in formazione, spettatore appassionato, attualmente cura il blog parolemiti.net

prossimi Appuntamenti

17 dic · 16 lug

Sfera Editore /Teatro koreja

Forty.40 il libro dei mutamenti

4 lug

Terga Dance Company

NOSTALGIA DELL’ALTROVE

Koreja in tournée