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immagine di copertina Il board for peace per Gaza

Il board for peace per Gaza

Visioni
di Gigi Mangia

Mercoledì in Svizzera all’incontro di Davos parteciperà il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ai grandi della terra il presidente Trump illustrerà il suo manifesto di visione del mondo per la ricostruzione del board for peace di Gaza.

Il board for peace, nel progetto di Trump, è sostanzialmente un comitato d’affari composto da oligarchi, dittatori, grandi uomini di affari tutti alle dipendenze degli Stati Uniti e del suo onnipotente presidente Donald Trump.

Ció che meraviglia peró é che nel board il presidente vuole la presenza dei suoi amici come Witkoff e il suo genero Kushner. Del Board faranno parte, sempre su invito di Trump, i grandi autocrati e dittatori , dal presidente della Russia Putin al presidente della Turchia Erdogan; da Lukasenka della Bielorussia a Viktor Orban dell’Ungheria. Non puó mancare al Board la presenza dell’Italia con la presidente Giorgia Meloni, la grande sostenitrice della politica di Trump. Il disegno politico, che seriamente ci deve preoccupare, è quello di fare carta straccia dei diritti e in particolare di scrivere la parola fine all’ONU. La visione di Trump è quella di assegnare il governo delle risorse della terra agli Stati Uniti e ai suoi alleati rendendo inutili tutti i trattati che hanno reso possibile la promozione sociale dei popoli, la sconfitta della fame, la libertà dei diritti.

Non possiamo più restare indifferenti a questa forma di imperialismo assoluto che trova anche consenso nei nazionalismi di destra al governo dei grandi paesi. Siamo ormai ad una svolta radicale che vede la cancellazione di tutti gli organismi che hanno reso possibile lo sviluppo e la promozione dei popoli. Tutto il mondo della cultura é chiamato a far sentire la propria voce, a mettere in atto tutte le strategie possibili per evitare la follia di un uomo che vive l’incubo del potere nel veleno del denaro. Dobbiamo rivendicare il rispetto della libertà dei popoli e in particolare che la ricostruzione di Gaza deve rispettare i valori fondamentali dei Gazaui i quali devono continuare a vivere ed ad abitare la terra di Gaza nella pienezza dei loro valori. Siamo in un momento davvero difficile, di sconvolgimento delle relazioni tra i popoli, dove al posto della diplomazia trionfa un comitato di affari.

La crisi dei valori, lo smarrimento dell’umanità favorisce l’avvento delle tenebre in cui l’uomo cammina al buio subendo la paura, non sapendo dove mettere i suoi passi. Ci sono solo degli esempi che ci aiutano a credere come la lampada della pace, nel Santuario di Leuca, la terra del profeta della pace Don Tonino Bello, la cui Luce rimane una forza viva per camminare nelle tenebre e vincere la paura del buio.
Dobbiamo desiderare la pace e rifiutare la guerra come ci invita a fare il grande artista Michelangelo Pistoletto.

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