Calendario

Gennaio 2022


04 lug

Tourneè

Terga Dance Company

NOSTALGIA DELL’ALTROVE


09 lug


10 lug

Sfera Editore /Teatro koreja

Forty.40 il libro dei mutamenti

Ensemble Fondo Verri

FATE SOLO QUEL CHE V’INCANTA


11 lug


16 lug

Sfera Editore /Teatro koreja

Forty.40 il libro dei mutamenti


20 lug

Teatro Tascabile/Accademia delle forme sceniche

LA LUCE DEL NERO

Dimitri/Canessa - Sosta Palmizi

HALLO! I’M JACKET Il gioco del nulla

BumBumFritz

LIVE SET


21 lug

BumBumFriz

DAD OR ALIVE

Studio Doïz/Accademia Perduta Romagna Teatri

GRAMSCI GAY

Francesca Grilli

SPARKS (scintille)

Francesca Grilli

SPARKS (scintille)


22 lug

Antonio Tagliarini

PARAIDAËZA

Menoventi

VEGLIA

Andrea Cosentino/Teatro Metastasio di Prato

TRASH TEST


23 lug

Antonio Tagliarini

PARAIDAËZA

Cristiano Godano

MUSICA E PAROLE

Carrozzeria Orfeo

CUORE DI PORCO


24 lug

Ermanna Montanari / Albe-Ravenna Teatro / Ravenna Festival

LUṢ


25 lug

Pegah Moshir Pour

LA CASA DIMENTICATA

Les Établissements Lafaille (FR)

VERY LOST

Les Établissements Lafaille (FR)

VERY LOST

Lino Musella

STATO D’ASSEDIO


26 lug

Les Établissements Lafaille (FR)

VERY LOST

Les Établissements Lafaille (FR)

VERY LOST

Teatro Koreja

PALADINI DI FRANCIA

Daniele Roccato

ULTIMO PARADISO


31 lug

Tourneè

immagine di copertina La città delle parole  <br >nell’Europa dei muri

La città delle parole
nell’Europa dei muri

Visioni
di Gigi Mangia

Senza le parole, la città sarebbe come un silenzio vuoto fatto di spazi immobili, di marmi e bronzi muti. Sarebbe una città disegnata dalle ombre nella notte senza la luna. Le parole sono la vita per la città; non può farne a meno, perché sarebbe come un foglio bianco fuori dalla narrazione della storia priva di significati. La città, infatti, si è fatta con le parole, necessarie per vivere e per abitare. È nata per favorire l’incontro e per promuovere la cultura delle differenze e delle convivialità. Il pensiero ha fatto il passaggio e dalle ombre è diventato conoscenza, si è fatto progetto di socialità.

La città nella storia del Mediterraneo ha fatto la prova di declinare il pensiero di Atene con l’aspirazione della fede di Gerusalemme riuscendo a fare l’esperienza della cultura cristiana. Era quella la città aperta senza mura, pronta per l’accoglienza. Ora è cambiata, ha paura, si è chiusa e percepisce nello straniero il suo nemico. 

Anche l’Europa è cambiata. Ora costruisce muri alti, come quello della Polonia in lamiera, alto 5 metri e lungo 180 chilometri: muri per difendersi, per impedire il passaggio agli immigrati in fuga dai loro paesi in guerra. L’Europa dell’Illuminismo fa passi indietro perdendo i valori della cultura del rispetto della persona alla base del progetto dell’Illuminismo Umanistico affermatosi alla fine della Seconda Guerra Mondiale come superamento della città della morte quale fu il campo di Aushwitz.

Per rinascere servono parole nuove. Per abitare lo spazio e vivere il tempo della “polis delle parole” serve una grammatica capace di accendere il desiderio di ascoltare l’Altro, di guardare i suoi occhi e non voltargli mai le spalle. Bisogna lavorare per liberare la città dalle catene dell’indifferenza che impediscono la ricerca della conoscenza e dell’accoglienza del diverso.

La città delle parole può essere la strada, il cantiere, in cui lavorare per una città dove lo studio del passato e la memoria possono servire per affermare la responsabilità del presente, evitando di perdere
la lezione della storia.

prossimi Appuntamenti

17 dic · 16 lug

Sfera Editore /Teatro koreja

Forty.40 il libro dei mutamenti

4 lug

Terga Dance Company

NOSTALGIA DELL’ALTROVE

Koreja in tournée