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immagine di copertina La mano scrive

La mano scrive

Visioni
di Gigi Mangia

La grande e fondamentale importanza dell’educazione della scrittura a scuola, è soggetta ad una trasformazione culturale epocale: la mano scrive, ma deve fare i conti con la penna e la tastiera del computer, la scrittura digitale peró è quella preferita. Il ruolo e l’importanza della mano nella scrittuara non puó essere superato e meno ancora cancellato.

Scrivere con la mano implica lo stimolo di favorire la conoscenza delle parole, il peso dei significati, il rapporto e la necessità del rispetto delle regole, necessarie per formare un pensiero.
La mano scrive, unisce in un rapporto unico ed esclusivo il corpo con la mente: il dentro e il fuori di noi.
La mano scrive interessa infatti tutte le funzioni del cervello a cui è legato lo sviluppo cognitivo ed affettivo del tempo di formazione personale della persona.
Scrivere con la mano vuol dire fare pensiero, fare la strada della conoscenza, usare il sapere per capire come essere liberi di scegliere e di decidere.

La mano scrive narra il tempo e lo spazio dei tempi di vita dell’uomo, del suo rapporto con la natura.
La scrittura digitale è diversa perchè salta e non prevede tutte le fasi necessarie e presenti al percorso dell’esperienza dell’educazione, della conoscenza e della libertà responsabile. Manca la cretività mentre avvantaggia la facilità dello scrivere contenuti. L’intelligenza artificiale apre orizzonti ancora più estremi nella scrittura. La “grammatica fantastica” della scuola del maestro pedagogista Gianni Rodari, sembra ormai superata, consegnata al passato.
Io credo invece che: il tempo della mano scrive a scuola non è finito e serve ancora, bisogna solo peró conciliare la tastiera del computer con la penna. Il computer ormai è entrato nella nostra quotidianità, il digitale non si puó più fermare.

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