Nobel della Pace
Visioni
di Gigi Mangia
È una speranza di fiducia: vedere il riconoscimento del Nobel della Pace ai bambini, le donne e i giovani della città di Gaza, come sostegno alla loro lotta per non essere cancellati dalla storia dallo Stato di Israele.
La settimana di ottobre, dal 5 all’11 del 2026 é quella dell’assegnazione della Commissione nella città di Oslo dei Premi:
• Medicina: Assegnato dal Karolinska Institutet (Nobel Assembly) lunedì 5 ottobre.
• Fisica e Chimica: Assegnati dalla Reale Accademia Svedese delle Scienze martedì 6 e mercoledì 7 ottobre.
• Letteratura: Assegnato dall’Accademia di Svezia giovedì 8 ottobre.
• Pace: Assegnato dal Comitato per il Nobel norvegese (Norwegian Nobel Committee) a Oslo venerdì 9 ottobre.
• Economia: Assegnato dalla Banca di Svezia lunedì 12 ottobre,
come riconoscimento degli studi e delle nuove scoperte.
É la settimana anche dell’assegnazione del Premio Nobel per la Pace, che ha riempito le pagine dei giornali, in particolare le pretese e il sostegno del Premio della Pace al Presidente degli USA Donal Trump. Il Nobel della Pace è un riconoscimento unico e profondo per il suo valore straordinario come affermazione dei valori fondamentali dell’uomo, del suo essere umano.
Oggi il mondo è nelle mani delle oligarchie finanziarie e degli autocrati che governano le risorse della terra, solo ed esclusivamente a tutela dei loro interessi privati.
Il denaro è la misura della potenza ricevuta come riconoscimento dalla divinità. Una figura rappresentativa di questa cultura è stata quella di Trump rivestito da Messia unto da unguenti profumati. Il progetto del fondo for peace di Gaza è un chiaro comportamento di fare affari, distruggendo una città, cancellando dalla storia un popolo: i palestinesi.
Per l’assegnazione del Premio Nobel della Pace, alla città di Gaza, si sono raccolte migliaia di firme e migliaia di consensi di intellettuali, scienziati, uomini di cultura e associazioni. Un ruolo particolare per sostenere l’assegnazione del Nobel a Gaza è stata quella del quotidiano Avvenire.
Il mondo è stanco di guerre e ha un grande bisogno di pace. Siamo disorientati: negli occhi abbiamo immagini di paura, di sangue e di morti senza sepoltura. Sentiamo forte il bisogno di avere un futuro, ma non vediamo la strada. Il Nobel per la Pace alla città di Gaza, è una speranza, una fiducia; io ci credo! E spero che nella prossima settimana il mondo della cultura, delle Università, degli scienziati e della politica, tutti facciano sentire la loro voce per assegnare il Nobel della Pace a Gaza, ai bambini che muoiono senza avere nessuna colpa.
