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immagine di copertina Un fenomeno  ancora da sconfiggere: il cyberbullismo

Un fenomeno ancora da sconfiggere: il cyberbullismo

Visioni
di Gigi Mangia

Dal 2017 in Italia vige la legge n°71 di Elena Ferrara, che fissa le linee generali di lotta al cyberbullismo, ma il fenomeno non è ancora stato sconfitto, anzi, forse si è aggravato.

Gli studi più recenti relativi alla condizione giovanile, le neuroscienze, hanno dimostrato che il dolore sociale è più forte, più difficile, di quello fisico. Ieri abbiamo ragionato sul disagio, oggi invece, dobbiamo ragionare sul dolore e cambiare, quindi, il registro di studio sui nativi digitali.

Nel cambiamento è coinvolta la scuola, le procure minorili, i servizi sociali, il cinema, il teatro, la famiglia. Il grande problema, dei nativi digitali è quello della fragilità; la scommessa pedagogica è su come insegnare loro la gestione corretta delle emozioni e su come poterli difendere dai pericoli nella rete. Sappiamo che la biologia favorisce i comportamenti di cura verso i figli, ma sappiamo anche che la cultura esercita una forte influenza.

Le nuove generazioni hanno già nelle loro mani lo smartphone sin da tenera età; lo sanno usare senza essere consapevoli delle grandi difficoltà e dei pericoli dello strumento. In rete, l’amicizia, la conoscenza dell’altro sono virtuali.

Nell’articolo “Essere genitori sufficientemente buoni” della rivista “Psicologia contemporanea” n.283 del 2020, Silvia Buonino scrive:

Tutti gli esseri umani, sia maschi che femmine, sono dotati biologicamente di capacità di condivisione dello stato emotivo di un’altra persona. Questa capacità si fonda sul riconoscimento delle emozioni altrui e si concretizza in forme diverse di condivisione, lungo un continuo che va dal contagio emotivo, automatico e riflesso, fino all’empatia vera e propria; quest’ultima è cognitivamente mediata dalla capacità di rappresentarsi il vissuto di un’altra persona, anche quando è molto diversa dal proprio”. La difficoltà di essere genitore nasce proprio dall’assalto educativo causato dalla rete e dalle tecnologie digitali che trovano impreparate le famiglie, spesso lasciate sole nella lotta contro il bullismo. 

Il cyberbullismo non è un problema solo della famiglia, ma della Polis, che rappresenta il carattere di chi la vive e la abita. La scuola come il teatro, il tribunale dei minori come i servizi sociali, sono tutti coinvolti nella lotta al cyberbullismo, condividendo un vero progetto formativo ed educativo del cittadino digitale per il qual si prefigura una società diversa dalla nostra.

Il 7 febbraio, giornata nazionale di lotta al bullismo e al cyberbullismo, è stata tutta la città ad essere blu, un contributo per ripercorrere l’origine dell’iniziativa della campagna nazionale ideata dal MIUR e denominata “Il nodo blu contro il bullismo”

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