Una grande G
Visioni
di Gigi Mangia
G non è una lettera, è un simbolo, una grande novità. È una cornice che: indica i giovani, il loro movimento che attraversa la terra, interessa l’intera umanità coinvolgendola.
Sono i giovani della Francia, degli Stati Uniti, della Spagna e dell’Italia, dell’India e della Cina: in rivolta. Sono tante le voci, tutte per difendere il loro presente, in cui vivere è impossibile.i giovani lottano per avere scuole sicure. Scuole attrezzate, dove studiare gli studenti chiedono di avere professori preparati, biblioteche, servizi e una mobilità efficace e gratuita. Chiedono di avere una casa dove vivere e dove studiare, senza pagare affitti esagerati in particolare nelle grandi città dove ci sono le università più prestigiose. La loro richiesta è quella di avere riconosciuto un vero diritto allo studio che sia capace di prepararli ad essere protagonisti del loro avvenire. È un movimento che disegna una visione della vita in cui i valori fondamentali: dall’istruzione alla formazione, dalla salute al lavoro, dal diritto alla casa all’aria pulita, senza veleni sono gli obiettivi della loro lotta. Non è una rivoluzione, è un momento che impegna la politica a dare risposte su i grandi problemi del presente: è la vita di oggi. I giovani chiedono: di essere ascoltati e si rifiutano di essere giudicati come soggetti vuoti senza desideri, poveri di volontà. I giovani sono vivi e consapevoli delle loro difficoltà e si rifiutano di essere soggetti al potere di un algoritmo come metodo di soluzione dei loro problemi, di una vita impossibile da vivere. Chiedono ascolto e si fanno sentire, lo ha detto, lo ha fatto la studentessa “Caterina” dal palco in piazza del popolo, nell’occasione della manifestazione CGIL in jeans e maglietta rossa con le chiavi in mano.
La risposta della politica continua a essere quella vecchia. Il governo, di Giorgia Meloni, al suo primo intervento è stata capace di proporre un nuovo reato contro i giovani nella manifestazione Rai part. in Francia contro gli studenti sono state inviate le forze di polizia a cavallo. In India l’esercito contro i giovani “scarafaggi “ in lotta per non essere cancellati dalle liste elettorali.
Ascoltare vuol dire partecipare per conoscere e quindi per governare. Lo chiedono i giovani e hanno tantissima ragione.
