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immagine di copertina Il desiderio di Sadako Sasaki: voglio volare come una gru

Il desiderio di Sadako Sasaki: voglio volare come una gru

Visioni
di Gigi Mangia

La bomba atomica lanciata su Hiroshima, fece 140.000 morti, rimane in noi la paura del nucleare, nelle mani militari e la sfiducia verso la politica, nata con la crisi della Democrazia, la quale non governa più i conflitti e non è più capace di difendere l’Umano. Le oligarchie al potere cancellano i diritti, la Storia si riduce al buio della ragione, scrivendo la parola fine ai grandi valori dell’Illuminismo.
Hiroshima è un cielo aperto di morte e di devastazione, la città racconta il fallimento della ragione, la follia della guerra.
Si uccide per vincere e per comandare: è la droga del male, che fa sentire invincibile la ragione, suprema ed assoluta, senza limiti, senza le leggi.
Solo il pensiero resiste e vince la morte. Nel parco della Pace, nella città di Hiroshima, sul “Cenotafio” di marmo, fioriscono tantissimi origami: piccole gru di carta piegate con grande dedizione.
Una leggenda narra che, piegando le gru, si possa esprimere un desiderio, e chi riesce a piegarne mille, ottiene salute e pace. Questa fortuna non vale però per la bambina Sadako Sasaki. Nel 1945, all’esplosione dell’atomica, la bambina aveva solo due anni, miracolosamente sopravvissuta all’esplosione. La piccola bambina crebbe e poi scoprì di avere la leucemia, il terribile male “dell’atomica”. Sadako Sasaki sfidò il terribile male, piegò con grande impegno gru su gru, sperando di raggiungere il traguardo di mille, senza riuscire però, raggiungendo 600. I suoi anni furono di lotta contro la febbre e la stanchezza: morì nel 1955 all’età di 12 anni.
La leucemia distrusse il suo corpo, ma non cancellò la sua vita, la piccola bambina infatti, morendo, lasciò un grande messaggio di desiderio della vita: “voglio volare come una gru”. La fantasia dei bambini disarma la morte, affermando l’universalità dei desideri del vivere. La città di Hiroshima le ha dedicato una statua di bronzo, nel parco della Pace per mantenere vivo il suo messaggio. A distanza di 80 anni, le gru di carta continuano a vivere e a fiorire, per mantenere alto il pensiero, forte l’impegno per non dimenticare.

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