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immagine di copertina Il nuovo Umanesimo rifiuta il coinvolgimento di Dio nella guerra

Il nuovo Umanesimo rifiuta il coinvolgimento di Dio nella guerra

Visioni
di Gigi Mangia

Nelle piazze dell’America e dell’Europa, i giovani, le donne, gli anziani e i bambini hanno fatto sentire il loro forte NO al coinvolgimento di Dio nella guerra, voluto dal Presidente degli Stati uniti. Nella Storia ritorna la guerra delle religioni e scorre il sangue in nome di Dio. La passione di Cristo è la storia della Palestina. L’Impero di Roma si mosse per impedire il disegno del figlio di Dio nella storia dell’uomo. L’arma di Gesù fu quella di usare il suo corpo. Subì, infatti, violenze efferate per annullare la sua umanità. Il dolore sfregiò il suo corpo, ma non riuscì ad annullare la sua umanità. Fu lasciato solo, inchiodato sulla Croce. I romani si lavarono le mani e gli voltarono le spalle per non guardare il dolore. Gesù non fece la guerra, non cercò la rivoluzione, perché Lui era la Rivoluzione: il suo, infatti, era il passaggio delle tenebre, la sconfitta della paura del buio, la scoperta della luce, la nuova visione della storia dell’uomo libero di vivere la terra, conoscerla con i suoi piedi, ammirarla con i suoi occhi, sentirla con il suo corpo.
Il disegno, il pensiero, le idee, come le parole sono quelle di chiedere un cambiamento della politica per riconoscere a tutti il diritto di vivere la sapienza della luce, l’amore del cuore. È il nuovo Umanesimo che rifiuta il coinvolgimento di Dio nella guerra. Nella Storia, mai era stato impedito di recitare la domenica delle Palme nel Santo Sepolcro della città vecchia di Gerusalemme, la città celeste, l’unica in cui convivono le tre religioni monoteiste: è stato vietato al Cardinale Pizzaballa e al custode, fra Francesco Ielpo. Gerusalemme è una città vuota, persa nella solitudine del male della guerra che uccide i bambini ed Israele introduce la pena di morte senza appello, solo contro i palestinesi. È un crimine contro l’umanità ed è la negazione del diritto internazionale.
Dobbiamo trovare le parole, la forza del pensiero che porti a Gerusalemme, la città celeste della pace.
Il nuovo Umanesimo nelle piazze rifiuta la guerra e difende il futuro. Anche la cultura è scesa in piazza, la musica e il teatro, la fotografia e il cinema hanno arricchito di contenuti il nuovo Umanesimo in cui la libertà dell’uomo non è utopia, ma visione del vivere il tempo: un tempo da disegnare in una stanza dove entra il sole e si vede il cielo, si respira aria sana, si sente il canto degli uccelli e le onde del mare.
Auguri, Buona Pasqua di Pace

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