Calendario

Settembre 2021


16 lug

Sfera Editore /Teatro koreja

Forty.40 il libro dei mutamenti


20 lug

Teatro Tascabile/Accademia delle forme Sceniche

LA LUCE DEL NERO

Dimitri/Canessa - Sosta Palmizi

HALLO! I’M JACKET Il gioco del nulla

BumBumFritz

LIVE SET

Marco Caselli Nirmal

LA TREGUA


21 lug

Francesca Grilli

SPARKS (scintille)

Francesca Grilli

SPARKS (scintille)

Studio Doïz/Accademia Perduta Romagna Teatri

GRAMSCI GAY

BumBumFriz

DAD OR ALIVE


22 lug

Antonio Tagliarini

PARAIDAËZA

Menoventi

VEGLIA

Andrea Cosentino/Teatro Metastasio di Prato

TRASH TEST


23 lug

Antonio Tagliarini

PARAIDAËZA

Cristiano Godano

MUSICA E PAROLE

Carrozzeria Orfeo

CUORE DI PORCO


24 lug

Ermanna Montanari / Albe-Ravenna Teatro / Ravenna Festival

LUṢ


25 lug

Pegah Moshir Pour

LA CASA DIMENTICATA

Les Établissements Lafaille (FR)

VERY LOST

Les Établissements Lafaille (FR)

VERY LOST

Lino Musella

STATO D’ASSEDIO


26 lug

Les Établissements Lafaille (FR)

VERY LOST

Les Établissements Lafaille (FR)

VERY LOST

Teatro Koreja

PALADINI DI FRANCIA

Daniele Roccato

ULTIMO PARADISO

MISSPIA > vintage dj

MISSPIA


31 lug

Tourneè

immagine di copertina La cultura al buio

La cultura al buio

Visioni
di Gigi Mangia

In Afghanistan, la cultura è al buio: i talebani vietano la cultura, l’arte e sospendono la libertà di stampa. Alle donne è vietato lo sport ed è vietato ascoltare musica e fare arte. Musei e teatri sono chiusi. I talebani impongono la sharia per governare ed è il trionfo e la vittoria dell’Islam. I talebani cancellano i diritti promessi agli Afghani dalle potenze Occidentali. Le cancellerie internazionali si muovono secondo gli interessi economici e geopolitici dei singoli stati e trascurano il tema della difesa dei diritti.

Lo sport, l’arte, in particolare il cinema ed il teatro, sono i più colpiti dalla Sharia. Il teatro vive della creatività dell’Io. L’Io, in teatro, è senza dio, senza sesso, non ha il colore della pelle ed è libero da ogni pregiudizio. I talebani per governare sono obbligati ad emarginare le donne, escluse sia dalla cultura, che dagli studi. Sono costretti a tenere chiusi i teatri e vietare tutte le manifestazioni dell’arte attenta al sociale perché l’Afghanistan, secondo l’ONU, è in una situazione di povertà universale, cioè in una condizione ingovernabile, pronta ad esplodere.

La cultura e gli intellettuali, devono fare quello che la politica non è nelle condizioni di fare: tenere alta la voce sui diritti; documentare la violenza nelle manifestazioni dei giovani Afghani che lottano per essere liberi e per avere un futuro. Prendere iniziative e fare pressioni sul governo per non dimenticare le ottantuno giovani studentesse iscritte alla Sapienza, ma rimaste in Afghanistan, oggi impossibilitate a partire e raggiungere l’Italia. Dobbiamo fare tutto il possibile per non deluderle.

Tutte le Università devono unire la loro voce a quella della Sapienza, per avere più forza, più voce, più ascolto, sia dall’Europa, che dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi, il quale ha dimostrato fermezza e profonda sensibilità nel difendere e rispettare i diritti e sta adoperandosi mettendo in campo le sue competenze, il suo ruolo istituzionale e tutto il suo prestigio. Dobbiamo scrivere una nuova pagina che servendosi della sconfitta di una guerra, iniziata vent’anni fa dopo l’11 Settembre, si possa davvero liberare il mondo dal terrorismo e dalla sharia.

prossimi Appuntamenti

17 dic · 16 lug

Sfera Editore /Teatro koreja

Forty.40 il libro dei mutamenti

20 lug

Teatro Tascabile/Accademia delle forme Sceniche

LA LUCE DEL NERO

20 lug

Dimitri/Canessa - Sosta Palmizi

HALLO! I’M JACKET Il gioco del nulla

Koreja in tournée