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Essere o non essere

immagine di copertina L’avvenire è il presente

L’avvenire è il presente

Visioni
di Gigi Mangia

C’è una consapevolezza, una determinazione, una convinzione dei giovani nella scienza e nella politica che la crisi del clima, dovuta al comportamento dell’uomo, comporta la necessità di difendere la Terra, il cui impegno è globale e coinvolge tutti e soprattutto che, il diritto di avere un clima sano libero dai veleni, è un diritto internazionale irrinunciabile e non negoziabile.

Lo dicono i giovani e il Presidente Mario Draghi che li ascolta e si impegna a portare le loro richieste al G20, a Roma, il 30 e 31 ottobre. La lotta dei giovani contro l’inquinamento non è più quella del futuro, perché ormai riguarda il nostro presente. La Terra è la nostra casa, sentirla in pericolo mette ansia e soprattutto non fa vedere il futuro di una vita sociale in armonia con la Terra.

La strada della transizione verde ed ecologica non è facile. Se la pandemia ha unito gli sforzi degli Stati nella lotta contro il virus, al contrario, l’impegno contro l’energia fossile ha portato divisione perché sono troppo grandi gli interessi economici in gioco.  Nelle banche mondiali ed Europee, infatti, ci sono grandi investimenti finanziari, dipendenti dai grandi gruppi che hanno interessi in campo energetico, a partire dal gas, e grandi interessi nell’ambito della mobilità sostenibile. Tutte le grandi città sono obbligate a diventare
smart – City e ad avere un modello di mobilità sicura e sostenibile.

A volte anche le parole deludono e disorientano il pensiero. Nel PNRR si parla di ricostruzione e di resilienza, cioè di riparare i guasti del modello, di resistere ai pericoli e non invece di un cambiamento socialmente ed ecologicamente sostenibile. I giovani chiedono infatti, il cambiamento e dicono che: non c’è il pianeta B ma c’è un solo pianeta, il nostro da difendere, fermando l’inquinamento.

Le parole dei giovani hanno la forza di scrivere le decisioni del prossimo G20 a Roma, presieduto da Mario Draghi, il quale non verrà meno alle promesse fatte sul cambiamento in favore della transizione verde ed ecologica del sistema. Per Draghi i giovani sono gli attori del futuro. Nel loro cantiere lavorano gli scienziati, i ricercatori, gli artisti, i poeti e i musicisti, tutti impegnati per raccontare e progettare
il futuro nuovo che vogliamo essere.

La poesia nutre la mente e apre visioni:

“ammirare incantato

l’avvenire

stellato di sogni,

potrò quando il biancore

mattutino cesserà

di deludermi;

e la notte

m’avvolgerà di luce,

senza che il cielo

si vesta di rosa;

io godrò la musica

del silenzio

e mi parrà svenire!”.

(Carmelo Bene, Adriatica
editrice salentina, Lecce, 2009)

Per molti di noi l’avvenire è già presente: basta non avere più paura, ma al contrario, avere la forza per cambiare.

Al G20 a Roma i giovani sperano che Draghi sia protagonista di un nuovo orientamento: servono fiducia e nuovi occhi per guardare il futuro libero dagli egoismi degli Stati che rimangono prigionieri del privilegio dei vantaggi”.

Bisogna cambiare, piantare alberi per difendere la Terra.

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