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immagine di copertina Sosteniamo l’assegnazione del nobel per la pace all’isola di Lampedusa

Sosteniamo l’assegnazione del nobel per la pace all’isola di Lampedusa

Visioni
di Gigi Mangia

Sosteniamo l’assegnazione del nobel per la pace all’isola di Lampedusa: ai pescatori, alle donne e a tutti i cittadini per la loro capacita’ di accoglienza degli immigrati; all’isola di lampedusa, porta di pace dell’Europa.

Il 4 Luglio, mentre il presidente Trump festeggiava i 250 anni degli USA, ribadendo il suo progetto di respingimento degli immigrati e la deportazione dei senza tetto, dei poveri e degli invisibili, la scrittrice Dacia Maraini proponeva il premio Nobel all’Isola di Lampedusa, Porta di Pace dell’Europa.
Nel suo appello la scrittrice, Maraini argomentava l’assegnazione del riconoscimento del Nobel della Pace ai Lampedusani, ai pastori e alle donne per la loro capacità di accogliere gli immigrati, di aprire le case per ospitarli, di esprimere loro amicizia, affetto e partecipazione al sacrificio dei poveri e di condividere la sfida al mare per trovare la strada di un futuro di una vita migliore.
Ai pescatori, per il loro coraggio, per il loro servizio di prestare soccorso in mare ai profughi in difficoltà, rispettando il diritto delle leggi del mare e soprattutto onorando il rispetto dell’umano quando l’uomo è in pericolo e sta per perdere la vita.
È questa una grande e profonda cultura dei valori, del riconoscimento dell’uomo, della capacità di guardare l’Altro negli occhi, partecipando e sentendo il dolore del suo corpo.
Sono questi esempi di insegnamento di vita che gridano con forza la cultura dell’inclusione.
Il mare non ha confini e neanche frontiere, il mare invece ha porti e attraversa ponti, le barche portano sempre nei porti l’uomo per salvarlo e quindi portarlo sulla terra dove abitare e avere il tempo della vita. Ancora il Papa Leone XIV nel suo esempio di inginocchiarsi in preghiera sulla tomba dei morti in mare ha voluto con forza ribadire la morale e gli insegnamenti del santo Agostino a cui il Pontefice si riferisce svolgendo il suo ruolo di pastore di Pace.
Mi sento di condividere e di sottoscrivere la proposta della scrittrice Dacia Maraini, di assegnare il premio Nobel all’Isola di Lampedusa, porta di Pace dell’Europa, quanto mai necessaria oggi per superare l’odio, l’indifferenza, l’incapacità di ascoltare e di viver il volto dell’Altro.
Per questo invito tutte le istituzioni culturali: Università, musei, teatri, cinema a sostenere questa grande iniziativa, in particolare invito e chiedo al sottosegretario del Governo Meloni, Alfredo Mantovano, di impegnare il Governo per sostenere l’assegnazione del Nobel all’isola di Lampedusa come atteggiamento vero il suo di cristiano, di cattolico, di uomo del Salento, terra di frontiera, ponte di pace dove c’è stato da sempre il passaggio dei popoli, l’esperienza delle culture del mediterraneo perché il Salento nella storia è stata la via che ha unito l’occidente all’oriente, che ha goduto della Città Celeste di Betlemme e della cultura di Atene.

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