Calendario

Aprile 2020


02 lug

Tourneè


03 lug


04 lug

Terga Dance Company

NOSTALGIA DELL’ALTROVE


09 lug


10 lug

Ensemble Fondo Verri

FATE SOLO QUEL CHE V’INCANTA


11 lug


20 lug

Teatro Tascabile/Accademia delle forme sceniche

LA LUCE DEL NERO

Dimitri/Canessa - Sosta Palmizi

HALLO! I’M JACKET Il gioco del nulla

BumBumFritz

LIVE SET


21 lug

Francesca Grilli

SPARKS (scintille)

Francesca Grilli

SPARKS (scintille)

Studio Doïz/Accademia Perduta Romaa Teatri

GRAMSCI GAY

BumBumFriz

DAD OR ALIVE


22 lug

Antonio Tagliarini

PARAIDAËZA

Menoventi

VEGLIA

Andrea Cosentino/Teatro Metastasio di Prato

TRASH TEST


23 lug

Antonio Tagliarini

PARAIDAËZA

Cristiano Godano

MUSICA E PAROLE


31 lug

Tourneè

Produzioni

Per fare un teatro di mani, pensieri, piedi e parole, di cuori, di occhi e di sogni

Refrattari (1990)

dal Woyzeck di Georg Büchner

I refrattari vivono in un luogo chiuso: l’aria aperta e la luce è a loro negata. Vivono la stagione del vuoto; un vuoto che li attraversa interamente, un vuoto che ormai li ha contaminati profondamente. Una tappa, un passaggio per quell’attimo di spavento o di orrore, un attimo che può essere un periodo, quando le certezze sono perse, quando i progetti e gli ideali diventano l’errore della vita passata.Il furore, l’agitarsi, la confusione, sono la ricerca di una soluzione al silenzio e alla
solitudine. Avevamo pensato tutto diverso nella nostra mente e nei nostri sogni. Il vento della storia ha spazzato via tutto. Tutto è silenzio. Tutto è vuoto. Ci siamo avvicinati al “Woyzech”, e a Büchner in generale, portandoci dietro le nostre illusioni e le
nostre sconfitte. Lungo la strada scopriamo piccole verità: agitarsi da soli non serve a niente non basta a cambiare né il mondo né sé stessi. I refrattari sono folli circondati da follia. L’accorgersi del mondo in cui vivono è la scintilla che porta al crollo ovvero il primo passo verso la salvezza: è una via crucis che percorrono, è un internamento che subiscono. È un sonno della ragione che genera. Buchner e i suoi personaggi sono stati il terreno in cui abbiamo seminato, in cui ci siamo un po’ rispecchiati e un po’ perduti, in cui ci siamo cercati. E, la natura, che si cerca di negare ai reclusi, ci ha attratto a sé.


con Stefano Bove, Maria Teresa Del Pero,
Emilio Martinez, Tommaso Correale Santacroce, Teresa Ludovico regia Salvatore Tramacere scene Luca Ruzza