Calendario

Luglio 2020


06 dic

Teatro Koreja /Teatro Metropol

Letra/la lettera


11 dic

Progetto Aida

Vista interno mare


13 dic

Associazione Teatro Giovani /Teatro Pirata

Bubù settete

Associazione Teatro Giovani /Teatro Pirata

Bubù settete


18 dic

Teatro Koreja

Per primo amore


19 dic

Teatro Koreja

Per primo amore


20 dic

Teatro Koreja

Per primo amore


23 dic

Beatrice Rana

Beat…hoven


27 dic

uno spettacolo di Koreja

Katër I Radës. Il Naufragio

immagine di copertina Rosa, rose

Rosa, rose

Giungere al capolinea e da lì ripartire...

Critica
di Annarita Risola

Un viaggio lungo quanto basta per lasciare una traccia indelebile nella storia della canzone folk, fatta di racconti intrisi di sangue e di violenza, di sconfitte ed umiliazioni. Emozioni che hanno conquistato le persone comuni, che in quelle storie si sono rispecchiate e riconosciute e destato l’attenzione di artisti, come Dario Fo’, che in quelle parole hanno trovato un profondo significato politico. Ma quanto influisce il contesto socio-politico e familiare  sulla formazione di una persona? Rosa Balistreri, la vera protagonista dello spettacolo, nasce a Licata, la città che Giuseppe Peritore nel suo libro, sin dal titolo, definirà: “Licata, città rivoluzionaria”, evidenziando il carattere di una comunità considerata da un lato conservatrice e dall’ altra rivoluzionaria.

Rosa nasce in una famiglia povera e da subito desidera dare il suo contributo. Lo fa utilizzando quello che comprende, essere il suo talento:  cantare. Non ha una bella voce, ma una grande capacità interpretativa, lo fa col cuore. Canta ai matrimoni , alle feste e tutte le volte che ne ha la possibilità, con la complicità della madre e con la paura di essere scoperta dal padre, che da padre- padrone qual è, preferisce saperla sempre a casa. E mentre il 9 luglio del 1943, a Licata sbarcavano gli alleati americani per liberare il popolo italiano dalla oppressione nazi-fascista, lei,  che aveva solo sedici anni, era data in sposa ad un uomo più grande, che non amava affatto. La trama narrativa dello spettacolo è fitta e dettagliata, tutto raccontato nei minimi dettagli e con una tecnica che rievoca il teatro di Eugenio Barba, quello che non fa entrare in empatia con l’attore ma fa pensare e ragionare sui contenuti, più che sulla forma. Poi, l’intensità dello sguardo dell’attrice Angela De Gaetano, autrice anche del testo e la forza interpretativa della cantante Ninfa Giannuzzi, ne sottolineano  la drammaticità. Rosa, rose, una storia che attraversa il percorso privato e pubblico di una donna del Sud.  Una buona occasione  per riflettere e parlare di violenza, di degrado, di miseria, ma anche di forza, di tenacia e di libertà. Quella libertà, che in questo preciso momento storico, attraverso le parole, il teatro ci permette ancora di esprimere. Una libertà di spine e di petali…proprio come le rose.

prossimi Appuntamenti

01, 27 dic

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