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Per fare un teatro di mani, pensieri, piedi e parole, di cuori, di occhi e di sogni

Le mille e una notte di Bertuccia

Terza avventura per Bertuccia e le sue stravaganti imprese: questa volta è il medio-oriente il teatro della storia, con personaggi e situazioni ispirate al famosissimo libro de “Le Mille e una notte”. Dal punto di vista scenico continua la ricerca di nuovi possibili spazi di azione per burattini, pupazzi e attori, tutti ugualmente presenti sulla scena e tutti con eguale importanza narrativa. In questo caso a suggestionare le scelte scenografiche sono i luoghi desertici, dai quali si stagliano improvvise sagome di oasi, accampamenti nomadi e città: il teatrino classico si trasforma in un luogo scenico articolato, un grande piano “desertico”, mobile, in grado di cambiare colore e forma a seconda della situazione, ma ugualmente in grado di ricreare lo spazio classico per l’azione dei burattini, cercando un continuo equilibrio tra classico e moderno. La scelta di ispirarsi a “Le Mille e una notte” nella costruzione della storia nasce sia dall’ indiscutibile valore artistico del libro in questione, che da una precisa volontà di confrontarsi con una cultura vicinissima a noi, ma al momento oscurata dallo scontro tra Oriente e Occidente. Bertuccia percorre la storia scoprendo di volta in volta le ricchezze del mondo arabo, come le sue contraddizioni e mostrando allo stesso tempo le contraddizioni del nostro mondo e la superficialità con cui siamo portati a giudicare le culture altre. La vena ironica tipica del burattino viene quindi usata proprio per svelare l’assurdità di ogni scontro fra culture differenti, soprattutto se queste possiedono radici comuni e un grande patrimonio storico.
Nello spettacolo ci sono molti dei personaggi tipici delle Mille e una notte: il genio, o Ifrit, come viene detto in arabo, in questo caso tutt’altro che gentile e servizievole, la principessa avida
e il sultano saggio. In mezzo a loro, Bertuccia dovrà districarsi tra inganni e meravigliose scoperte, sempre guardato a distanza dall’altro personaggio chiave, che lo accompagna in tutte
le sue avventure, ossia La Signora Morte, motore scenico super partes, lontana dalla logica del giudicare tra bene e male, sguardo distante, ma spietato, sulle assurdità di ogni conflitto.
Bertuccia arriverà a svelare l’inganno che lo contrapponeva al sultano saggio, arriverà a scoprire le meraviglie che il pregiudizio culturale nasconde, raccontando una storia ricca di colpi di scena e ritmi teatrali serrati, come del resto si addice al mondo dei burattini.


di Fabrizio Pugliese con Fabrizio Pugliese, Carlo Durante e Fabio Tinella collaborazioni artistiche Cristina Mileti, Mario Daniele e Salvatore Tramacere