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Febbraio 2020


08 ago

Stefano Massini /Ex Convento dei Teatini

Dizionario inesistente

Produzioni

Per fare un teatro di mani, pensieri, piedi e parole, di cuori, di occhi e di sogni

uno spettacolo di Koreja

Mangiadisk

quella casa bianca che

Tutti i bimbi come me /Hanno qualche cosa che/ Di terror li fa tremare/ E non sanno che cos’è

Uno spettacolo contro la paura e la solitudine che due bambini possono provare se temono di essere stati abbandonati. Uno spettacolo sul rischio degli equivoci e sul peso delle parole, e su come – talvolta – basti un’ombra per cadere nell’angoscia.Uno spettacolo sullo straordinario potere dell’immaginazione e della musica, che possono salvarti la vita e strapparti dalla paura e dal buio della notte, in nome dell’amore.Uno spettacolo sul tempo che passa, sul rapporto tra fratelli e con una nonna che invecchiando, torna bambina, e può accadere, stranamente, che i rapporti di cura, di gioco, di tenerezza, tra generazioni ormai lontane si invertano e prendano nuova bellezza…

Due fratelli, ormai adulti, tornano nella vecchia casa delle vacanze, da una nonna che sta per lasciarli. In quella casa magica di quando erano piccoli vivono vecchie paure ed emozioni che rischiavano d’aver perso per sempre.Il tutto grazie a un mangiadischi, ad Hansel e Gretel e a quella nonna fatata.E proprio nella casa della nonna, con il mangiadischi abbandonato lì, la vecchia storia di “Hansel e Gretel” torna ad attraversare le loro vite, anzi la loro notte. Così capita di riscoprire tante cose: prima di tutto che quella fiaba, insieme ai rumori, al buio, alle parole, al vento e a questa strana nonnina, fa ancora paura. Non solo: messi in moto i ricordi, finalmente si esorcizzano i cattivi pensieri che li hanno accompagnati quando eravano piccoli e la nonna, nell’ultima notte prima di andarsene, si trasforma in un autentico ‘aiutante magico’, in grado di lasciare in eredità ai due nipoti beni preziosi…molto preziosi.

“Mangiadisk” è uno spettacolo sulla paura, sugli equivoci, la voglia di giocare e sulla fine dell’infanzia, ma soprattuto su quello che – con un po’ di cuore – si può salvare da quel feroce ‘diventare grandi’ che talvolta è molto peggio del naturale ‘invecchiare’.

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di Francesco Niccolini
regia di Enzo Toma  con: Giorgia Cocozza, Carlo Durante, Silvia Ricciardelli
scene: Iole Cilento
assistente alla scenografia: Porziana Catalano
assistente alla regia: Tonio De Nitto
light designer: Marco Oliani
tecnico: Mario Daniele
cura della produzione: Laura Scorrano