Calendario

Marzo 2021


03 lug


04 lug

Tourneè

Terga Dance Company

NOSTALGIA DELL’ALTROVE


09 lug


10 lug

Sfera Editore /Teatro koreja

Forty.40 il libro dei mutamenti

Ensemble Fondo Verri

FATE SOLO QUEL CHE V’INCANTA


11 lug


16 lug

Sfera Editore /Teatro koreja

Forty.40 il libro dei mutamenti


20 lug

Teatro Tascabile/Accademia delle forme sceniche

LA LUCE DEL NERO

Dimitri/Canessa - Sosta Palmizi

HALLO! I’M JACKET Il gioco del nulla

BumBumFritz

LIVE SET


21 lug

Studio Doïz/Accademia Perduta Romaa Teatri

GRAMSCI GAY

BumBumFriz

DAD OR ALIVE

Francesca Grilli

SPARKS (scintille)

Francesca Grilli

SPARKS (scintille)


22 lug

Antonio Tagliarini

PARAIDAËZA

Menoventi

VEGLIA

Andrea Cosentino/Teatro Metastasio di Prato

TRASH TEST


23 lug

Antonio Tagliarini

PARAIDAËZA

Cristiano Godano

MUSICA E PAROLE


24 lug

Ermanna Montanari / Albe-Ravenna Teatro / Ravenna Festival

LUṢ


25 lug

Pegah Moshir Pour

LA CASA DIMENTICATA

Les Établissements Lafaille (FR)

VERY LOST

Les Établissements Lafaille (FR)

VERY LOST

Lino Musell

STATO D’ASSEDIO


26 lug

Les Établissements Lafaille (FR)

VERY LOST

Les Établissements Lafaille (FR)

VERY LOST

Teatro Koreja

PALADINI DI FRANCIA


31 lug

Tourneè

immagine di copertina L’arte non può andare a dormire

L’arte non può andare a dormire

Visioni
di Paride Napolitano*

Pensando alla chiusura dei teatri e a quello che tutti gli operatori di questo settore stanno vivendo, mi vengono in mente, chiare e lampanti, le parole di Konstantin Stanislavskij. Attore, regista e pedagogo, egli visse appieno la Rivoluzione del 1917 e in quel periodo di tumulti e guerre civili, definì i doveri dell’artista in una società.

Nei suoi appunti per un articolo, “L’educazione estetica delle masse popolari”, lanciava un messaggio ai leader della Rivoluzione e asseriva: “Uno dei sensi più importanti dell’uomo, un senso che lo distingue dagli animali e lo innalza al cielo, è quello estetico” riferendosi ovviamente all’arte. Ma nel 1922 egli si dimostrò ancora più risoluto, lanciando un appello che, oggi, risuona potente:

“Teatro per gli affamati! Fame e teatro! Non c’è alcuna contraddizione in questo. L’arte non è un lusso nella vita della gente, ma una necessità quotidiana. E’ qualcosa di cui non si può fare a meno, qualcosa di assolutamente necessario per un grande popolo. Il teatro non è uno svago dei perditempo o un gioco piacevole, ma un’impresa culturale della massima importanza… Non si può mettere da parte il teatro per un po’, chiudere le porte ai suoi lavori, fermarne la vita. L’arte non può andare a dormire per essere risvegliata quando ci pare e piace. La morte dell’Arte è un disastro nazionale …Il tempo passerà e la fame verrà sconfitta. Le ferite si rimargineranno. E allora dovremmo essere ringraziati per aver salvato l’Arte in un periodo di martirio. Siamo tutti felicissimi di offrire oggi l’Arte che salviamo per la gente, l’arte che aiuta la gente che muore di fame”.

Certo, la chiusura dei teatri è dovuta a una pandemia, non abbiamo a che fare con guerre civili. Ma personalmente trovo particolarmente attuale il discorso di Stanislavskij.

*ASSENTI, PRESENTI – Progetto di scrittura e drammaturgia partecipata con gli spettatori

Guarda il video https://vimeo.com/521344407

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