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Gennaio 2020


26 mag

Piero Manni/Manni Editore

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racconti dal Salento

immagine di copertina Un giorno felice

Un giorno felice

Com'è cambiata Matera nel 2019

Visioni
di Gigi Mangia

La città è un bene comune, che si vive: nella bellezza, si conosce nella cultura, si abita con l’educazione. Paolo Verri, che dal 2011 al 2014 ha diretto con successo la candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura per il 2019 in qualità di Direttore del Comitato Matera 2019, ha declinato con successo questo modello, proponendo un metodo partecipativo dei cittadini e a lui vanno i nostri complimenti per il grande successo. 

Oggi è un giorno felice per il Sud e per Matera perché per la città dei sassi finisce il percorso di Capitale della Cultura d’Europa 2019. Matera è cambiata, il Sud è cresciuto perché finalmente si è svegliato l’orgoglio dei luoghi. È stata la forza della cultura quella che ha cambiato i territori, trasformando le cave in teatro, in sale conferenze e sale espositive per mostre d’arte. Ha rigenerato il Palombaro, una vecchia grande cisterna d’acqua in un attrattore di cultura; ha trasformato in sala conferenze Casa Cava, una vecchia struttura fatta come un imbuto rovesciato. Ha attirato investimenti, coinvolgendo gli operai del distretto del salotto, cambiando gli arredi della città. Matera si è imposta come meta turistica e così, finalmente, il Sud ha avuto la forza di far conoscere le bellezze dei paesaggi, unici per storia e geografia rurale e sociale; Matera, da capitale contadina, si è imposta come Capitale di Cultura d’Europa. Il parco tematico delle Gravine è una delle mete più attraenti di un turismo culturale desideroso di scoprire i volti e i luoghi della cultura contadina. Bisogna continuare e credere alla nostra cultura, ad avere fiducia, a resistere contro il pericolo di un turismo mordi e fuggi, il modello B&b che trasforma i centri storici delle città e dei borghi dei piccoli paesi in luoghi di consumo. Matera Capitale della Cultura d’Europa 2019 è stato un successo, un cambio di passo nel fare cultura nei luoghi con il coinvolgimento dei cittadini. Il manifesto delle parole non ostili è l’insegnamento più vivo che l’esperienza di Matera ci lascia e che noi dobbiamo condividere e veicolare con grande forza: il cambiamento del Sud dipende da quello che sapremo fare dopo l’esperienza di Matera Capitale della Cultura 2019.

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