LA NORMALITÀ DEL MALE
Dove il silenzio diventa complice
h 19.00 – Cantieri Teatrali Koreja, Lecce
Parlare di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino significa spesso evocare l’eroismo, il sacrificio, la straordinarietà delle loro vite. Ma forse, oggi, la domanda più scomoda riguarda ciò che stava attorno a loro: la normalità del male. Il male che non si presenta come eccezione, ma come abitudine. Un male che non ha bisogno di mostri, ma di routine, di complicità passive, di istituzioni che funzionano solo a metà. Falcone e Borsellino combattevano un sistema in cui l’illegalità si mimetizzava nella normalità, e la verità diventava scomoda. Lo facevano con il rigore del diritto, con il lavoro quotidiano, con una fiducia ostinata nelle regole. Ed è forse questo che li ha resi così soli.
Per chi fa informazione e per chi amministra la giustizia, la loro lezione è ancora attuale: il male prospera quando diventa ordinario, quando smette di fare rumore. Contrastarlo significa rompere quella normalità, accettare il conflitto, pagare un prezzo.
Ricordarli non è solo un esercizio di memoria. È una responsabilità presente. Perché la vera domanda non è chi erano Falcone e Borsellino, ma cosa facciamo noi, oggi, per non rendere normale ciò che non dovrebbe mai esserlo.
Dialogano:
Maria Francesca Mariano, Giudice penale
Rosario Tornesello, Direttore Nuovo Quotidiano Puglia
Marta Vignola, Prof.ssa di Criminologia e Sociologia del diritto / Università del Salento
Modera:
Stefano Martella, Giornalista e scrittore
Valido per la Formazione Continua obbligatoria dei Giornalisti (4 crediti deontologici)
