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immagine di copertina Nella parola Nazione, il disegno del fascismo

Nella parola Nazione, il disegno del fascismo

Visioni
di Gigi Mangia

Tra il 1925/26, il fascismo realizzò il suo disegno politico totalitario.
Nelle giornate del 12/13 gennaio, del 1925, vennero presentati i disegni di legge sulle associazioni segrete e sulla riforma dei codici penali dell’ordinamento giudiziario;
Il 28 maggio il disegno di legge che, liberando dal servizio alcuni funzionari dello Stato consentiva al consiglio dei ministri, il potere di allontanare i funzionari non allineati, come i magistrati;
Il 25 novembre la legge che estendeva il controllo poliziesco sulle associazioni e vietava ai dipendenti pubblici di partecipare alle società segrete;
Il 25 novembre la legge che estendeva il controllo politico sulle associazioni e vietava ai dipendenti pubblici di aderire a società segrete;
Il 31 dicembre la legge che ampliava il controllo sulla stampa attraverso il potere dei prefetti;
Il 31 gennaio 1926 la legge che attribuiva al potere esecutivo la facoltà di emanare norme giuridiche;
Il 4 febbraio la legge che aboliva le autonomie locali;
Il 3 aprile la legge che aboliva la contrattazione sindacale e gli scioperi.
Il fascismo di Benito Mussolini era un regime ormai molto chiaro.
Un discorso alla Scala di Milano il Duce fu molto chiaro nell’ argomentare che: “ l’Italia del 1925 non può indossare il costumino che andava bene per il piccolo Piemonte, del 1848. Mussolini si chiese: di che male abbiamo sofferto noi?
Per Mussolini di un prepotere del parlamento.
Come porre rimedio? Ridurre il potere del parlamento secondo il Duce. Con queste precisioni Mussolini chiarì meglio il suo disegno politico. “ i popoli non possono più aspettare, sono assillati dai problemi, sospinti dalle loro necessità.” Ecco la ragione per cui io metto il potere esecutivo al primo piano fra tutti i poteri dello Stato, perché il potere esecutivo è il potere onnipresente, onnioperante nella vita di tutti i giorni , nella vita della Nazione. Vi è di più. Il regime fascista sì è diffuso e dilatato in tutta la Nazione!…
Signori! Questo regime non può essere rovesciato che dalla forza… i Ministri passano, ma un regime nato da una rivoluzione stronca tutti i tentativi di controrivoluzione e realizza tutte le sue conquiste;”.
Era questo il fascismo di Benito Mussolini, che alcuni storici definiscono imperfetto per distinguerlo dal regime Stalinista di Russia e dal Nazismo di Hitler del 900.
Nella visione politica di Nazione, che viene sostenuta con forza il disegno politico è come quello di Nazione di Benito Mussolini in cui i pieni poteri erano nelle mani del Presidente.
Il modello politico di Nazione del governo al potere oggi ha tagliato le radici con il fascismo e quindi manca la svolta di essere una destra liberale.
La storia aspetta ancora di avere risposte chiare rispetto al fascismo.
Per me serve uno studio profondo attento e meno ideologico per evitare ritorni a tempi bui e difficili come furono quelli del fascismo.

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