Il mito del latte materno: la cura dell’occhio secco
Visioni
di Gigi Mangia
I miti sono una forza che alimenta le vene della storia, la memoria dei luoghi e il sapere su come agire: il latte materno, ad esempio, era considerato un rimedio miracoloso per gli occhi e la scienza moderna lo conferma.
Nell’antico Egitto, contro la cecità e le infezioni oculari, venivano iniettate gocce di latte materno. Troviamo questa notizia nel papiro “Ebers” del 1550 a.C., uno dei documenti medici più antichi al mondo, dove viene descritto il mito della dea Iside che allatta il figlio Horus.
Nell’antichità, curare gli occhi con il latte materno era un gesto dal forte valore simbolico: un’invocazione alla dea che aveva guarito l’occhio del figlio, danneggiato durante la lotta contro Seth.
Oggi, studi approfonditi confermano questa intuizione. I ricercatori hanno scoperto che il latte materno contiene un’elevata concentrazione di fattori di crescita, anticorpi e sostanze antinfiammatorie simili alle “lacrime autologhe”, un trattamento efficace per curare la sindrome dell’occhio secco, patologia spesso dolorosa. Le sostanze nel latte aiutano le cellule della cornea a rigenerarsi, riducendo l’infiammazione proprio come un moderno collirio. Gli antichi egizi, pur non conoscendo la biochimica, avevano compreso che il latte “sacro” faceva realmente bene alla salute.
In questo mito della cultura mediterranea si afferma con forza il ruolo della donna: il suo corpo e la sua femminilità custodiscono il tempo e la vita. Allattare significa vincere la fragilità con l’amore. Il mito del latte sacro ci conforta e ci ricorda che non si può distruggere la civiltà di un popolo, riportandola all’età della pietra in una sola notte, mentre la terra dorme.
