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Tempi di crisi: la volontà del male

Visioni
di Gigi Mangia

Bakarì Sako è un bracciante di 35 anni e viene dal lontano Mali. È un migrante con regolare permesso di soggiorno, lavora nei campi ed aspetta un bambino. Perchè viene ucciso in Piazza Fontana nel centro storico quando a Taranto è la festa del Santo Patrono, solo per il colore della sua pelle?
C’è una cultura di rifiuto dello straniero, di violenza nella volontá di odiare il diverso fino ad ottenere la sua morte. La violenza è un atto della volontà, sulla quale si realizza il sistema culturale delle destre, il fascismo nel novecento.
Il novecento è stato il secolo della crisi dei valori, della debolezza della morale. Le pagine più significative della crisi dell’esistere, della perdita dell’identità sono quella della metamorfosi di Kafka in cui l’uomo ridotto in scarafaggio. La morte di Bakarì Sako, in Piazza Fontana a Taranto è particolare perchè non ci sono stati fiori per la sua morte e manifestazioni politiche. I social invece sono stati ricchi di messaggi di consenso, di ammirazione alla violenza degli adolescenti che ha causato la morte del povero bracciante, solo per il colore della sua pelle. Bakarì Sako aspettavaun bambino che nascerà orfano e non avrà nessuna spiegazione per la morte del padre. Sentirá con dolore soltanto la perdita della morale, l’oscuramento dei valori, il trionfo della volontà del male. Il ministro degli interni, Matteo Piantedosi, in visita in Puglia, ha proposto le zone rosse del modello Caivano per contrastare la violenza nelle cittá e nelle periferie. I decreti sicurezza, ben 4, del governo Meloni hanno aumentato i reati, riempito le carceri ma non hanno portato nessun cambiamento positivo. Da parte del governo sono mancati gli investimeti e le iniziative per combattere e prevenire la violenza investendo nella cultura, nella scuola impedendo la dispersione scolastica. Gli adolescenti di Taranto infatti erano fuori dalla scuola. La politica si servedella lotta contro i neri per avere il consenso delle classi sociali più deboli, abituate a percepire il diverso come avversario, portatore di illegalità, di paura. Nasce nella volontá del male l’azione di rifiuto del diverso inteso come male da sopprimere. Il modello del sovranismo è quello di costruire frontiere di filo spinato; di finanziare costruzioni di campi di accoglienza, veri lager dove sono negati i diritti fondamentali della persona. Sono pagine e pagine, immagini profonde quelle che narrano la volontá del mare. Una delle più significative è quella della torta di compleanno, del ministro Israeliano, sulla quale vi era disegnato un cappio segno della pena capitale. In Israele i bambini hanno perso il tempo della vita quotidiana, nella loro giornata manca la scuola, manca la casa, il cibo e il gioco; i bambini infatti dormono con i topi e si ammalano e muoiono, il mondo peró è indifferente. Avviene così il trionfo della volontá del male.

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